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Il vero lusso è avere poco budget.

Non esiste più una crisi, ma un momento nuovo di mercato. Lo diciamo da più di qualche tempo, e chi ci conosce lo sa. La dinamica del mercato ormai è chiara: ti vengono a cercare, chiedono costi per progetti del tipo “mi serve tutto” e poi rispondono con la classica frase «Aspettiamo che passi questo momento». Sono anni ormai che, finito un colloquio come questo, facciamo la spunta sulla voce “non cliente”. Perché? Elementare. Non certo perché potrebbe essere un cliente senza soldi, quello sarebbe un problema successivo, ma piuttosto perché non si può accettare di stare dietro a qualcuno fermo ad aspettare, ferma anche te. E poi, aspettare che passi cosa? La crisi è finita da un sacco di tempo, ma tanto davvero, e chi non ha capito che è il caso di convincersi che stiamo vivendo l’inizio di un nuovo modo di fare mercato, non puoi annoverarlo tra i clienti da avere. Tecnicamente chi è convinto ancora che la crisi passi, si sta dando il colpo di grazia. Lo rispettiamo, ma da lontano.

E allora? Se è vero che stiamo, appunto vivendo questo momento di cambiamento, la strategia migliore è interpretarlo. Cambiano i modi di avere un incarico, cambiano le relazioni con i clienti, le gerarchie si fanno più snelle, i budget si riducono, ma qualcosa non cambia: esigenze e qualità richieste dai clienti rimangono le stesse.

SignDesign ha investito un anno in considerazioni, un 2011 che l’agenzia ha diviso tra progetti, incarichi e creazione di una strategia per evitare che quei clienti che hanno capito che viviamo un cambiamento, non vadano in giro disperatamente a cercare chi li possa supportare. Se l’espressione tipica è “low-budget”, come farla diventare un momento di utile reale? Si possono fare davvero progetti di qualità, nella comunicazione, pur con risorse economiche controllate? Ecco, le risorse economiche controllate, le chiamiamo così, che suona meglio del “pochi soldi”, un po’ come la differenza tra “crisi” e “cambiamento”.
Oggi, mettendo insieme delle modalità particolari, SignDesign riesce a riservare un’area ai progetti low-budget. Ma le strategie vanno verificate e abbiamo scelto di far rientrare in questa area clienti che ci hanno contattato mesi fa e, nella difficoltà di approvare costi elevati, sono rimasti in una situazione di stand-by. Progetti che erano necessari e che non sono stati realizzati perché l’unico modo proponibile era la riduzione di qualità del risultato affidando il progetto ad un inferiore livello di competenze. SignDesign ha presentato la nuova area di progetto e ora quei clienti sono dentro. Obiettivo raggiunto.

Diciamolo chiaro, alla comunicazione non si può rinunciare, ma per farsi capire bene, a volte bastano poche parole, ma, appunto, chiare. SignDesign ora è in grado di poter affermare che per avere una comunicazione di qualità il vero lusso è avere poco budget.

 

 

5 Comments

  1. Michele scrive:

    Ma qui vogliono fare tutti “le nozze coi fichi secchi”, il che è deleterio in primis per il cliente. Manca, soprattutto, la cultura del progetto. Come far capire che la qualità non va a peso?

    • SignDesign scrive: (Author)

      Un nostro motto che spesso usiamo e che trovi anche qui sul sito, Michele, è che il vero professionismo è la crasi tra soldi a disposizione, tempo a disposizione e proprie capacità. Per togliere i fichi secchi dalle nozze basta essere capaci o chiamare qualcuno che lo è. Se ci sa fare, ci riuscirà. Un saluto.

  2. Daniela scrive:

    Beh credo che palrare di progetti no-budget è come parlare di volontariato.
    Un saluto ancora
    Daniela

  3. signdesign scrive: (Author)

    Grazie Daniela per la riflessione. Considera che ci sarebbe da parlare a lungo del no-budget, ma lì la cosa si fa divertente davvero, grottesca a volte. Ma rimandiamo ad una prossima news sul tema.
    Buon lavoro a te.

  4. Daniela scrive:

    Beh è sicuramente stimolante parlare di “risorse economiche controllate” piuttosto che di “low budget”. In gerene dietro ai budget troppo ridotti c’è l’impossibilità di fare qualsiasi cosa. Comunque buono, ci rifletto su.
    Buon lavoro
    Daniela

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